Prevenzione legionella a Milano: il metodo dell’Ing. Maurizio Gimigliano per una gestione del rischio efficace
A Milano, reti idriche complesse e edifici con età e usi differenti rendono prioritaria la prevenzione della legionella. L’Ing. Maurizio Gimigliano propone un approccio strutturato che integra valutazione del rischio, controllo operativo e verifica periodica. L’obiettivo è ridurre la probabilità di proliferazione batterica in impianti idrici, docce, serbatoi e torri evaporative, con azioni proporzionate al profilo di rischio. La metodologia si basa su evidenze tecniche, linee guida nazionali e sull’approccio dei piani di sicurezza dell’acqua. Perché aspettare un esito analitico inatteso o un fermo impianto? Una gestione ordinata, con ruoli chiari e procedure semplici, consente decisioni rapide e tracciabili. Questa guida propone criteri e passi operativi utili a chi gestisce condomini, strutture ricettive, RSA, palestre e scuole nella città metropolitana.
Tema e impostazione: l’Ing. Maurizio Gimigliano focalizza la prevenzione legionella su quattro pilastri. 1) Mappatura: rilievo delle reti, identificazione dei punti critici (serbatoi, ricircoli, rami ciechi, terminali poco usati, scambiatori, torri evaporative). 2) Valutazione del rischio: analisi di temperature, stagnazione, materiali, storia manutentiva e profilo d’uso; definizione delle priorità. 3) Controllo operativo: setpoint termici, flussaggi, sanificazioni mirate, trattamento chimico dove appropriato, manutenzione delle valvole di bilanciamento e della circolazione. 4) Verifica e miglioramento: campionamenti periodici, indicatori di performance (temperature ai punti, cloro residuo dove previsto, reclami/fermi), riesame annuale. Il metodo si ispira al Water Safety Plan applicato al livello di edificio: procedure essenziali, registri sintetici, responsabilità del gestore ben definite e comunicazione con manutentori e laboratorio accreditato. Questo approccio riduce interventi emergenziali e consente tracciabilità tecnica delle decisioni.
Consigli pratici per il controllo quotidiano: – Temperature: generatore ≥60 °C, rete calda in ricircolo con ≥50 °C ai punti d’uso; acqua fredda <20 °C ove possibile. - Circolazione: bilanciamento dei circuiti, verifica pompe e valvole di non ritorno, isolamento termico dei tratti adiacenti caldo/freddo. - Flussaggi: aprire regolarmente i punti raramente utilizzati (docce di riserva, rubinetti tecnici), soprattutto dopo periodi di chiusura. - Manutenzione: pulizia e disincrostazione di rompigetto e soffioni; lavaggio e ispezione serbatoi; controllo scambiatori e addolcitori. - Trattamenti: valutare sanificazione termica o chimico-fisica (es. biossido di cloro, perossido-argento, UV) in funzione del rischio e della compatibilità dei materiali. - Filtrazione terminale: usare filtri 0,2 μm in aree sensibili o in caso di esiti positivi fino alla risoluzione. - Campionamento: piano proporzionato al rischio (punti rappresentativi, frequenza definita), catena del freddo e laboratorio accreditato. - Documentazione: registro semplice con controlli, non conformità, azioni correttive e riesame; formazione del personale e istruzioni operative visibili.
Milano: esigenze locali e casi ricorrenti. Edifici storici con rami poco usati, strutture sanitarie e ricettive ad alta rotazione, palestre e scuole con chiusure stagionali richiedono un piano pragmatico. ATS Milano richiama l’importanza della valutazione del rischio in base alle linee guida nazionali e del mantenimento dei registri. Buone prassi: definire un responsabile interno, programmare i flussaggi post-chiusura, coordinare cantieri che alterano le reti (ad es. ristrutturazioni) e pianificare campionamenti prima della riapertura. Nelle torri evaporative: controllo conduttività, biocidi, spurghi e ispezioni periodiche. Per approfondire l’approccio per piani e la sua applicazione in città, è utile consultare i piani di sicurezza dell’acqua a Milano. Esempio pratico: in un condominio con ricircolo sbilanciato in zona Porta Romana, la correzione delle valvole, il flussaggio programmato dei piani alti e il controllo termico ai terminali hanno ridotto i punti fuori specifica e le azioni correttive straordinarie.
La prevenzione della legionella a Milano richiede una valutazione del rischio chiara, controlli operativi costanti e una verifica basata su dati. Il metodo illustrato dall’Ing. Maurizio Gimigliano sintetizza questi passaggi in procedure semplici, misurabili e tracciabili. Definisci ruoli, standard di controllo (temperature, flussaggi, manutenzione), un piano di campionamento e un registro aggiornato. Vuoi partire con il piede giusto? Pianifica un audit tecnico dell’impianto e verifica la coerenza delle procedure con l’uso reale dell’edificio, quindi aggiorna periodicamente il piano in base ai risultati.